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Enfasi su frammenti sublessicali (prefissi/radici come occ-, ven-, succ-) riconosciuti a inizio parola o capitalizzati, che segnalano famiglie morfologiche ricorrenti indipendentemente dal lemma e dal contesto.
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Predominanza di ausiliari e clitici che formano tempi composti e perifrasi in subordinate (spesso con che) per riportare fatti compiuti, cause/effetti e ipotesi in registro cronachistico; ricorrono forme come ha/aveva/avrebbe/sono e oggetti pronominali preverbali (lo).
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Ricorrenza di aggettivi che marcano eccezionalità o specificità (in primis “speciale” e il plurale), spesso con sinonimi affini, usati come etichette tipologiche in molte aree (sport, diritto, forze armate, media, istruzione, musica, videogiochi); compaiono in collocazioni fisse, concordano morfologicamente col nome e ...
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Enfasi sulla V maiuscola, sia come carattere isolato (sigle, acronimi e come numero romano), sia come iniziale di parole e nomi, spesso facenti parte di un titolo in contesti enciclopedici.
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Lessico politico‑istituzionale: riferimenti a organi, cariche e strutture di governo, partiti e ideologie, processi elettorali, assetti legali‑amministrativi e ruoli formali, con sensibilità a suffissi nominali astratti ricorrenti e a un registro enciclopedico‑burocratico.
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Registro cronachistico-sportivo che evidenzia collettivi e demonimi (anche tramite suffissi ricorrenti come -esi, -ici, -isti/-iste), nomi di squadre/nazioni, ruoli e partecipanti (vincitori, giocatori, ospiti) e indicatori di sede (casa/trasferta), con fitta rete di connettivi e punteggiatura a scandire fasi di gara e...
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Parole funzionali e segni grafici in prossimità di nomi propri di luogo.
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Sensibilità a segmenti iniziali di parola (“diss-”, “ass-”) indipendentemente da maiuscole/minuscole, con generalizzazione morfologica ampia (flessioni, derivazioni, composti, nomi propri e toponimi), indicando un tracciamento ortografico/prefissale più che semantico.
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Frammenti di parole (appartenenti a categorie grammaticali e ad ambiti semantici diversi), soprattutto in posizione di inizio parola.
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Sensibilità a termini eterogenei in contesto tecnico-scientifico (soprattutto biomedico) con enfasi su sostantivi.
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Frammenti di parola: "provvis" o "vis" se la prima lettera della parola è maiuscola; "Infer" o "fer"; "inst" e "anon".
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Lessico e costruzioni che esprimono finalità/obiettivo (scopo, scopi, intento, fine, obiettivo, purpose), spesso in locuzioni preposizionali come allo/lo scopo di, con l’intento di, al fine di, tipicamente seguite da di + infinito; con variazioni di numero in contesti eterogenei.
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Ricorrenza delle forme del verbo essere, sia come verbi autonomi, sia talvolta come sequenze sublessicali.
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Sintagmi nominali al femminile plurale: articoli e preposizioni articolate con accordo di dimostrativi e aggettivi/quantificatori.
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Lessico tecnico su prestazioni e ottimizzazione (area di “efficienza”), con sinonimi e derivati morfologici su radici comuni e suffissi astratti (-enza, -ente, -ità, -mento) e polarità (ine-), tipico di contesti economici, ingegneristici e amministrativi.
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Token contenuti all'interno di frasi con enfasi tecnico-scientifico, specialmente astronomia, sismologia, medicina.
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Token che riguardano giudizi e pregiudizi, incluso nell'ambito giudiziario; uso sistematico dell’elisione con apostrofo nelle forme con tutt’-.
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Sintagmi preposizionali di strumentalità e mediazione che specificano il mezzo, lo strumento, il supporto o il canale attraverso cui si compie o si ottiene un’azione.
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Unità di misura di varia natura in contesti tecnico-scientifici, incluse abbreviazioni e varianti ortografiche.
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Enfasi sulle preposizioni semplici e articolate, che introducono i complementi dopo verbi di osservazione/partecipazione o locuzioni come “fu teatro di” che legano l’azione a eventi o situazioni specifiche.
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Messa in evidenza di parole funzionali — preposizioni e articoli/determinanti, anche in forme articolate o con elisione — che introducono sintagmi preposizionali e collegano complementi; ricorrono spesso in sequenza e dopo un marcatore additivo, per aggiungere o precisare informazioni.
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Enfasi su determinanti e marcatori funzionali che introducono/modificano sintagmi nominali — in prevalenza forme femminili singolari (articoli e preposizioni articolate), possessivi e dimostrativi — per specificare referenti e esprimere appartenenza o prossimità.
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Forme del verbo “essere” (è/È, è stato, era, fu) in terza persona usate come copula o ausiliare.
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Ricorrenza della preposizione “tra/fra” come connettivo per appartenenza, elenchi ed intervalli (tra cui, tra gli altri, tra X e Y), spesso capitalizzata a inizio riga e presente anche come inizio di intestazioni di sezione (Trama, Tracce, Tradizioni) o come parte di parole (cla, assi).
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Principalmente lessico riferito a oggetti o atti, tangibili o meno, che veicolano un qualche tipo di comunicazione.
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Rilevazione di radici morfemiche ricorrenti, spesso come segmenti interni di parole flessive/derivate, che aggregano famiglie lessicali in due poli semantici: sepoltura e ambito edilizio (strutture, ricostruzioni/ristrutturazioni, inaugurazioni), tipici di prosa storico-enciclopedica.
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Prevalenza della sequenza grafemica “sig”/“Sig” all’inizio o all’interno di parole, e sequenze ortograficamente simili.
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Riconoscimento del pattern ortografico “ing” (anche come “In” seguito da “g”) dentro o all’inizio di parola, tipico di famiglie lessicali tecniche e amministrative; non include maiuscole e trattini.
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Parole o componenti sublessicali che fanno riferimento o sono parte di a nomi propri (di persona, luogo, popoli) o di parole che iniziano con la maiuscola, e il carattera diacritico ç ,
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Lessico tecnico-amministrativo in registro formale (previdenza/lavoro, compensi, diritti, titoli e onorificenze), con enfasi su sostantivi deverbali e derivati in suffissi produttivi (-zione, -ità, -mento, ecc.) e su collocazioni istituzionali fisse.
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Si attiva fortemente su participi passati italiani (in -ato/-ata/-uto/-uta/-ito/-ita), indipendentemente dalla semantica.
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Lessico che rimanda principalmente ai concetti di restare o rimanere, ma anche al concetto di restringimento/allargamento, in particolare estremo.
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Evidenziazione di radici morfologiche condivise, ma anche sottosequenze di alcuni caratteri, relative a famiglie lessicali tecniche e geografiche, anche all’interno di parole composte e derivate.
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Selezione di frammenti sublessicali all'interno di parole derivate o composte, e che sono collocati all'interno della parola subito dopo un prefisso temporale o valutativo (pre-, post-, ante-, semi-, extra-)
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Linguaggio biomedico con enfasi su morfemi e suffissi greco-latini che indicano classi di farmaci, sostanze chimiche e proprietà fisiopatologiche.
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Uso della preposizione “in” per introdurre complementi di luogo, tempo, modo, condizione o relazione.
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Uso di “pur”/“seppur” come connettivi concessivi (“nonostante”), spesso seguiti da gerundio o costrutti con negazione, “senza”, “di” o “come”, anche a inizio periodo; bassa rilevanza quando la stringa è parte di altre parole non concessive.
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Tendenzialmente, evidenza di articoli determinativi e preposizioni articolate che marcano sintagmi nominali definiti e introducono complementi (origine, specificazione, destinazione, argomento), fungendo da connettori grammaticali tipici della prosa espositiva.
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Sostantivi, articoli, congiunzioni, numeri e costruzioni, ma anche elementi sublessicali, anche inglesi in contesto culinario e gastronomico, ma anche elementi che ricorrono a termini vicini a questo ambito semantico utilizzati in altri contesti.
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Evidenziazione di cifre che formano anni, intervalli temporali e numeri di catalogo, insieme a punteggiatura strutturale (trattini, parentesi)
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Focus sul lemma “lasciare” e sulla sua famiglia morfologica (gerundio, participio, infinito, presente, passato remoto accentato, forme con clitici).
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Evidenzia soprattutto iniziali e segmenti capitalizzati di nomi propri e sigle tecniche (marchi, modelli, codici alfanumerici, unità), privilegiando prefissi/lettere guida che identificano serie e versioni in un registro enciclopedico su veicoli e aeronautica.
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Rilevazione di nomi propri di persona, spesso capitalizzati, inclusi prenomi e cognomi, talora come frammenti o iniziali puntate, ricorrenti in elenchi, citazioni e riferimenti biografici/bibliografici.
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Attenzione a frammenti sublessicali ricorrenti (cluster come ra-, tr-, fro-, arra-) usati come prefissi/sillabe in molte parole, selezionati per frequenza e posizione (spesso dopo spazio/inizio parola) più che per contenuto semantico.
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Marcatori di grado e costruzioni comparative che modulano la scala dell’enunciazione (più come perifrasi comparativa, rafforzato da ben/molto; schemi come “più che”, “più o meno”), di norma anteposti ad aggettivi che qualificano sostantivi per esprimere intensità, ampiezza, importanza o recenza.
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Ricorrenze della lettera L/l in posizione iniziale o isolata: articolo eliso, iniziali/abbreviazioni (anche in contesti scientifici), e primo carattere di nomi propri/acronimi, spesso con apostrofo o trattino.
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Nomi di mesi in italiano, spesso inseriti all'interno di date.
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Nomi propri o parti di nomi propri, Italiani e stranieri, che iniziano per "Sa", in particolare "Saint".
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Lessico istituzionale-giuridico con riferimenti a enti e organi pubblici, cariche e titoli, strutture amministrative e termini normativi.
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Marcatori temporali e cronologici, specialmente l'ultima cifra di anni e date, ma anche nomi di mesi e lessico che indica periodi o successione (anno, anni, stagione, seguente), tipici di narrazioni biografiche o storiche.
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Focus su spazi che precedono espressioni temporali e numeriche in contesti di orari, calendari e resoconti.
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Ricorre la radice morfologica “magistr-” (e il segmento “istr-”) che lega termini dei domini giudiziario e scolastico, inclusi usi storici, con riconoscimento sublessicale della radice dentro parole flesse/composte; talvolta il segmento appare anche in lemmi non correlati.
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Evidenziazione della cifra 1 quando introduce numerali di anni e date (specie 15xx–19xx), spesso dopo preposizioni come nel/del/il, talvolta come parte di numeri con separatore o di ordinali.
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Marcatori strutturali di punteggiatura, spesso in elenchi e apposizioni; parola defensive nel contesto di ruoli del football americano.
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Marcatori di causa o concausa, in diversi contesti ma in particolare sportivo e storico.
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Evidenziazione della preposizione “a” (e varianti ad/alle, spesso anche in maiuscolo a inizio frase) come operatore grammaticale che introduce sintagmi preposizionali e locuzioni fisse per esprimere causa, tempo, condizione, riferimento, misura o relazione.
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Evidenziati frammenti sublessicali ricorrenti prevalentemente in nomi propri di persona, anche in lingue diverse.
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Punto fermo di demarcazione del confine di frase, seguito da una nuova frase o sezione.
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Preposizioni semplici e articolate di/il (del, dello, dell’, della) come marcatori di specificazione e tempo, soprattutto per ancorare eventi a date e periodi (mesi/anni, stagioni, secoli) e per riferimenti anaforici (“dello stesso/medesimo anno”, “di quell’anno”)
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Enfasi su indizi tipografici e strutturali delle citazioni normative (spazi e separatori attorno a date, numeri e abbreviazioni), su punteggiatura e simboli, e su radici morfologiche ricorrenti (es. manif-, giuris-) e frammenti di nomi; schema orientato a riconoscere riferimenti legislativi e famiglie di parole più che...
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Preposizione “a” in diversi contesti, ricorre spesso tra numeri, nomi propri e sostantivi tecnici.
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Uso polisemico della preposizione "da": introduce misure/quantità tecniche, indica origine/provenienza o moto da luogo, marca agente/causa nelle passive, esprime ruolo/destinazione d’uso, durata/intervalli temporali e ricorre in locuzioni formulari (anche a inizio frase).
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Evidenziata la punteggiatura esclamativa: punto esclamativo (anche raddoppiato o combinato con altri segni/virgolette) usato in interiezioni, titoli e marcature tipografiche.
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Lessico associato a concetti di permanenza e del mantenimento.
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Lessico e strutture formulaiche da schede enciclopediche/sportive: collocazioni su percorso e distanza, tappe/prologo, partenza–arrivo e cronometro; copula e frasi preposizionali ricorrenti; punteggiatura e simboli per elenchi e risultati (parentesi, virgole, trattini, frecce), con numeri e unità di misura.
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Parole o frammenti di parole (appartenenti aa categorie graammaticali diverse) che ricorrono in frasi semanticamente correlate alla sfera del denaro e degli obblighi economici (pagamenti, donazioni, prezzi, costi, ecc).
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Prevalgono costrutti di evidenzialità e causalità: locuzioni che indicano fondamento, fonte, criterio o origine di un’affermazione e participi/passivi che segnalano prova, derivazione, esito o composizione, delineando relazioni di giustificazione e metodo nel discorso.
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Ricorrenza di espressioni modali e valutative (possibilità, necessità, volontà, capacità), con marcatori di modo/grado e pronomi che individualizzano l’azione entro norme, procedure o abitudini.
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Connettivi e particelle funzionali che coordinano o contrappongono elementi, spesso in collocazioni cristallizzate ("vero e proprio").
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Evidenzia lettere o brevi sequenze all’inizio di parole o morfemi (soprattutto la T maiuscola), in particolare in nomi propri, sigle, codici/modelli e composti anche con trattini; talvolta anche piccoli n-grammi interni.
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Evidenziazione di sottoparole collocate a inizio parola: pall-, femm-, sod-, addomin-, cardiovas-/cardia-, anche con l'iniziale maiscola
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Marcatori funzionali (articoli e preposizioni semplici/articolate, anche elise o capitalizzate) che introducono e legano sintagmi nominali, incluse combinazioni con possessivi, segnando relazioni di luogo, tempo e possesso.
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Ricorrenza della preposizione “di” come complemento di specificazione che lega nomi (spesso astratti) a determinanti nominali o verbali, precisando tipo, appartenenza/origine, scopo, contenuto o misura in sintagmi nominali complessi tipici di registro formale.
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Enfasi su brevi cluster ortografici iniziali (soprattutto consonante+r, spesso in maiuscolo) tipici di nomi propri e prestiti multilingue, insieme a marcatori tipografici/markup e caratteri speciali; indizi usati per segmentare parole, rilevare entità nominate e cambi di lingua.
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Tendenziale enfasi su termini in costruzioni che esprimono possibilità
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Frammento sublessicale "cop"/"Cop" in nomi propri o comuni; uso della preposizione articolata "del" sopratutto nei toponimi composti (es. Corea del Sud); parola "formula" o parti di essa.
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Marcatori di negazione (non/Non) e forme correlate (nonostante), di norma preverbali e in costruzioni impersonali/esistenziali (non è, non si, non vi è) e in locuzioni fisse (non a caso, non raro), usati per esprimere assenza, impossibilità, incertezza o mancata realizzazione.
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Lessico di varia natura in contesti sportivi, principalmente calcistici italiani, ma anche altri sport.
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Evidenziazione dell’apertura di citazioni tramite virgolette e caporali che introducono discorso diretto, titoli o parole-come-parole.
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Nomi comuni, per lo più femminili singolari e spesso astratti o categoriali, formati con suffissi nominalizzanti (es. -zione/-sione, -ità, -anza/-enza, -ura, -ata) che fungono da testa di sintagmi nominali introdotti da articoli/preposizioni e seguiti da modificatori (aggettivi o complementi).
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Uso ricorrente di pronomi relativi, interrogativi indiretti e congiunzioni subordinanti in costruzioni che introducono informazioni riportate, anaforiche o subordinate.
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Enfasi su nomi propri e gergo tecnico dell’informatica/elettronica (aziende, famiglie di CPU/GPU, architetture, interfacce/standard) insieme a termini legali su licenze e diritto d’autore, con attenzione anche a frammenti sublessicali di tali nomi.
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Ricorrenza di sequenze sublessicali (es. "amp"/"ampl", "ub", "ap") trattate come radici o morfemi produttivi dentro parole e nomi propri, spesso in posizione interna e insensibili a maiuscole/minuscole, che aggregano famiglie morfologiche (ampio/ampiezza/ampliamento/amputazione; ubi-/Ubisoft/Ubuntu).
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Ricorrenza di pronomi clitici atoni che marcano persona e funzione (oggetto diretto/indiretto, riflessivo, partitivo), anche in combinazione, soprattutto in posizione preverbale in contesti colloquiali e frasi riportate.
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Salienza di cifre singole, soprattutto dell’8, all’interno di sequenze numeriche in contesti cronologici e documentali (anni dell’Ottocento “18xx”, date, intervalli, pagine, codici), dove la cifra evidenzia la collocazione temporale e i conteggi; occasionalmente emergono anche altre cifre in analoghi contesti.
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Frammenti di parole: "est", "et", "bir", "ir", "ug", "mans", "pasticc", "profum"
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Lessico istituzionale di localizzazione: sostantivi che identificano il luogo ufficiale o centrale di enti, autorità o eventi (sede, residenza, piazza, dimora ecc.), in registro enciclopedico e con frequenti sintagmi preposizionali (a/di/in) per specificarne la collocazione.
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Evidenziazione della sottostringa “car” come unità sublessicale ricorrente (insensibile a maiuscole e varianti come k/raddoppiamenti), spesso all’inizio di parole, titoli e nomi propri, indipendente dal contesto semantico.
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Prosa medico-scientifica su vaccini, virus, immunologia e malattie infettive, con terminologia tecnica, sigle/codici, acronimi, elementi funzionali e sequenze sublessicali; forte uso di catene nominali con preposizioni articolate, numeri, parentesi e trattini tipici della nomenclatura.
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Evidenziata la preposizione articolata "al"/"Al", usata in locuzioni e complementi (tempo, luogo, scopo, relazione), talvolta all’inizio di frase o come segmento iniziale di parole.
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Predominanza di pronomi clitici italiani (diretti e indiretti: lo, la, li/le, gli, mi, vi, si, e forme composte/elise come glielo, l’) usati in funzione argomentale dei verbi, spesso in subordinate, con valore anaforico e posizione proclitica, a marcare oggetto/dativo e riferimenti ai partecipanti al discorso.
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Punteggiatura e separatori testuali (punto, chiusure con parentesi/virgolette, ritorni a capo) che marcano confini di frase e transizioni di paragrafo o sezione.
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Lessico economico-finanziario incentrato su costo/costi e termini affini come spese e oneri.
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Costruzioni che esprimono età e fasce d’età in ambito scolastico: sintagmi preposizionali con numeri e unità (anni/mesi), pattern di range (X–Y) e formule come “all’età di”, “dai… ai…”, “minori di”, insieme a lessico dell’istruzione (scuola, classi, primaria, inclusione/disabilità).
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Enfasi su verbi copulativi/ausiliari, soprattutto forme di “essere”, usati per definire e classificare entità, attribuire proprietà e costruire passivi in registro informativo/enciclopedico, spesso con soggetti plurali.
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Enfasi sulla virgola come marcatore sintattico in prosa informativa: separa incisi e apposizioni, delimita subordinate esplicative o temporali/causali, introduce contrasti o sviluppi (“poi”, “ovvero”, “così come”, “mentre”) e segmenta enumerazioni, fungendo da cerniera tra unità proposizionali complesse.
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Evidenziate radici morfologiche e sequenze ortografiche legate ad autorità politica e amministrazione, a prescindere da maiuscole, flessione o derivazione, in contesti di governo, sovranità, cariche e atti istituzionali.
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Uso ricorrente della preposizione "di" per formare complementi di specificazione in stile enciclopedico/biografico, legando nomi a ruoli, professioni, carriere, opere, titoli, contenuti o qualità; occasionalmente "da" introduce ruolo/origine.
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Evidenziazione di espressioni temporali: nomi dei mesi e cifre che compongono date in contesti di riferimenti, elenchi e tabelle.
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Predilezione per le stringhe di caratteri “fili”/“ili” (anche capitalizzata e in lingue diverse), associata sia al campo semantico del tessile (fili, tessuto) sia a derivazioni eterogenee (rami bancari, toponimi e antroponimi), con ricorrenza parallela della famiglia lessicale di “macchina” come sostantivo tecnico.