Latent ID
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Evidenza di un morfema ricorrente all- in verbi come riallacciare, allenare, allontanare, insieme ad elisioni con apostrofo di preposizioni (es. d’).
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Uso ricorrente di aggettivi/determinanti possessivi anteposti al nome, spesso con articolo o preposizione articolata e talvolta con qualificatori; evidenziate anche traduzioni in altre lingue, anche come sequenze sublessicali.
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Preposizione semplice "di", usate come connettori per introdurre complementi di specificazione/scopo dopo legate al campo semantico della possibilità e dell'incertezza.
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Segnali tipografici di introduzione al discorso diretto o citazione.
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Espressioni temporali e di frequenza: quantificatori e preposizioni/determinanti (ogni, per, fino, tra, stesso, quell’) combinati con unità di tempo (anno/anni, giorno, trimestri), spesso con elisione (l’, all’), per indicare periodicità, cadenza o date.
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Token corrispondenti a verbi o parti di verbi, relativi alla sfera semantica del dare/ricevere/portare/offrire, tra i quali il verbo “dare” nelle sue varianti morfologiche (infinito, presente, participio passato, gerundio, passato remoto, forma apocopata “dar”) ricorre più frequentemente degli altri
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Parole o porzioni di parole, specialmente il morfema “contribu-”, utilizzati in frasi che esprimono un apporto/concorso causale, specialmente positivo, a un esito.
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Lessico tecnico-scientifico incentrato su proprietà fisiche/ambientali (soprattutto umidità).
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Radici Bell- e Cer- in toponimi e cognomi.
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Lessico dell’intenzionalità e della finalità (mirare, aspirare, ambire, puntare, tendere) in diverse flessioni verbali; occasionalmente, occorrenze della radice “mira” in termini non correlati.
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Riconoscimento della contrazione della preposizione (di/de) in d' davanti a vocale; a volte attiva anche sulla d iniziale di parole simili per mera somiglianza formale.
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Evidenziazione del connettivo "che" impiegato come pronome relativo o congiunzione completiva per introdurre subordinate che specificano, spiegano o qualificano elementi precedenti; ricorre in registri e contesti diversi, compare dopo virgole, virgolette o incisi, e può ripetersi in sequenza creando catene di subordina...
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Uso sistematico di articoli determinativi plurali e preposizioni articolate, con accordo al maschile plurale, e in registro tipicamente formale.
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Riconoscimento di titoli e onorificenze (religiose e professionali) e delle loro abbreviazioni/varianti grafiche, soprattutto quando precedono nomi propri, con sensibilità a maiuscole, punteggiatura e numero, e possibili ambiguità quando coincidono con parti di cognomi.
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Frammenti sublessicali "i", "vol" ,"igi", "et" ricorrenti all’interno delle parole, in particolare è frequente l'utilizzo di "i" in posizione iniziale di parola per la formazione del prefisso "iper"
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Riconoscimento della radice “mano” e del relativo campo semantico: locuzioni/idiomi come a "mano a mano", azione manuali ("intagliare"), derivati e composti morfologici (manuale/manualmente, manovra/manovrare), usi letterali e figurati, fino a occorrenze in nomi propri come segmento interno di parola.
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Spazio significativo dopo preposizioni e articoli che introduce numeri o riferimenti temporali/ordinali (minuti di gioco, anni, date, posizioni, percentuali) e talvolta nomi propri, tipico del registro cronachistico.
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Lessico tecnico-architettonico che denota pavimentazioni e rivestimenti (suolo e pareti), con enfasi su materiali lapidei e strati stradali.
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Evidenziazione di morfemi interni (radici, prefissi/suffissi) in sostantivi e nomi propri, soprattutto in registri formali e settoriali (istituzioni, amministrazione, militare, ecclesiastico, accademico/tecnico).
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Parole e sottoparole che fanno riferimento alla sfera semantica delle istituzioni: descrizioni di enti educativi, culturali, religiosi, sportivi
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Parole e sottoparole che ricorrono in frasi legate alla sfera semantica dell'architettura e degli edifici storici: palazzi, chiese, navate, colonne, spazi, pareti, sale ecc.
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Espressioni numeriche e quantificatori in cifre o in parola, tipicamente con unità e costrutti partitivi con di.
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Lessico medico con forte enfasi sulla chirurgia: interventi/operazioni, fasi perioperatorie e complicanze, strumenti e specialisti, sedi e condizioni anatomiche.
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Attenzione concentrata sui segni di chiusura e fine frase (punto, spesso combinato con virgolette o parentesi) come marcatori strutturali; in misura minore, attivazioni su frammenti interni di parole/nomi, indicativi di confini di token.
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Ricorrenza della preposizione "per" usata per esprimere scopo/finalità (spesso con infinito), ma anche destinazione di moto, causa o motivo, durata temporale e locuzioni idiomatiche (per conto di, per sé stesso) in contesti narrativi e formali.
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Evidenziazione della punteggiatura e dei separatori che strutturano il testo, utilizzati anche per la formattazione numerica.
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Elementi coesivi e marcatori discorsivi del registro informativo: preposizioni/congiunzioni, avverbi e talvolta verbi.
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Prevalenza di registro narrativo centrato su verbi (e derivati) che marcano inizio, prosecuzione e conclusione degli eventi, spesso in contesti di discorso riportato; il focus ricade sul tema verbale e sulle desinenze flessive che codificano tempo, aspetto e persona (gerundio, imperfetto, passato remoto, participio).
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Evidenziazione della sottostringa iniziale nelle forme verbali "procedere", "proseguire", e conseguire e nei loro derivati.
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Verbi che esprimono la funzione/ruolo svolto da qualcosa.
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Particelle sublessicali, in particolar modo "leg"/"Leg" e varianti combinatorie in cui è presente la consonante "g", come "org", "egn", "eleg"; insieme a poche occorrenze di "Confeder"
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Uso ricorrente dell’articolo indeterminativo maschile singolare (un/uno) a introdurre nuovi referenti o eventi, anteposto a sostantivi in sintagmi nominali spesso legati ad azioni/incidenti; alternanza un/uno secondo il contesto fonetico, con ruolo del determinativo marginale.
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Uso ricorrente di pronomi e aggettivi anaforici/deittici tipici dello stile formale per mantenere la coreferenza: forme di identità (stesso/medesimo), selezione tra referenti già citati (quest’ultimo/quest’ultima/questi ultimi), ripresa plurale (questi), opposizione o alternative (altra), ordinamento o confronto (prima...
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Elementi lessicali e sublessicali, anche in diverse lingue, in contesto artistico (musicale, letterario e cinematografico).
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Evidenziata la sequenza ortografica “qu”/“Qu” (anche “Squ”) come frammento sublessicale ricorrente, soprattutto in inizio parola, trasversale a più lingue e famiglie morfemiche latine (dimostrativi/interrogativi, quart-/quint-, nomi propri), inclusi usi con apostrofo.
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Enfasi su radici e sillabe interne di nomi propri e latinismi (cognomi, toponimi, titolature), spesso in costruzioni onomastiche con particelle come De, D’, di, San/Saint, privilegiando la parte centrale del lemma rispetto all’intera parola.
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Uso sistematico dell’articolo determinativo eliso e delle preposizioni articolate elise davanti a vocali (l’, all’, dell’, dall’, nell’), per introdurre soprattutto nomi astratti/nominalizzazioni e talvolta aggettivi, anche in contesto con iniziale maiuscola.
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Enfasi su nomi propri (soprattutto toponimi, cognomi e istituzioni) e termini specialistici, con attenzione a prefissi/sillabe iniziali e frammenti sublessicali; sensibilità a maiuscole, cluster consonantici ricorrenti (zz, cc, sc, tr), diacritici e forme latinizzate/straniere tipiche di elenchi enciclopedici.
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Segmenti morfemici interni alle parole, soprattutto per le parole arrotondare e arrotolare, ricorrente in molte flessioni e contesti tecnico-descrittivi; più rare e meno rilevanti altre radici affini (“arit-”, “ros-” ecc.).
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Lessico di dominio sportivo, in particolare nomi propri e categorie di competizioni, discipline e specialità, livelli/annate e formati, inclusi premi.
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Cifre all’interno di valori numerici in contesti tecnici (misure, specifiche, versioni, percentuali, tempi).
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Ricorrenze della preposizione "su" (con forme articolate, elisioni e maiuscola), usata in senso locativo su superfici e in senso figurato (tema, base, riferimento) in collocazioni e costrutti relativi ricorrenti, talvolta inglobata in parole composte o introdotta da spezzature tipografiche.
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Evidenziazione di elementi funzionali del registro saggistico: ausiliari e modi/tempi per passivi, condizionali e congiuntivi; pronomi/relativi e preposizioni che legano subordinate; gerundi/participi con enclisi; connettivi e avverbi discorsivi (avversativi, causali, temporali); segni di punteggiatura e marcatori di f...
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Prevalenza di registro tecnico-biomedico con ricorrenza di termini su gravidanza, articolazioni e patologie; l’attenzione è guidata da morfemi e suffissi medico-scientifici (es. -zione, -ite, -osi, -asi) e da radici interne a parole composte/derivate, in contesti di controindicazioni farmacologiche e descrizioni anatom...
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Lessico ed elementi sublessicali nell'ambito tecnico-enciclopedico incentrato sulla descrizione di tipologie di oggetti/prodotti (come vetture, aerei, cellulari e videogiochi).
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Ricorrenza di termini inglesi che esprimono livelli/posizioni o intensità (alto/basso, superiore/inferiore, picco, ecc.), perlopiù capitalizzati e usati in nomi propri o collocazioni fisse, talvolta come parti interne di composti.
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Token di diverse categorie grammaticali che ricorrono in frasi legate alla sfera semantica dei "gruppi", "movimenti" (anche religiosi), "coalizioni" (anche militari), ecc
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Enfasi su entità denominate e termini categoriali (nomi di luoghi, persone, opere, istituzioni e competizioni) oppure indizi strutturali (a capo, virgole, trattini, barre verticali), anni/date e preposizioni, spesso in contesti multilingue.
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Attenzione alla sequenza iniziale "bas-/basil-". Attivazione guidata dalla sequenza condivisa più che dal lemma specifico.
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Gruppi ortografici ricorrenti, spesso prefissi/sillabe in nomi propri e toponimi (anche composti o con trattino).
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Lessico che corrisponde a artefatti informativi o atti istituzionali (opere, documenti, testi, studi, leggi, sentenze, prodotti mediatici), spesso usati come fonti, contenitori o esiti di informazioni/decisioni nel discorso.
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Modificatori (articoli, preposizioni, preposizioni articolate e aggettivi) di sostantivi all'interno di sintagmi nominali che seguono verbi dal significato di "ridurre", "limitare", "contenere".
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Prefisso morfologico “acc-” in posizione iniziale di parola ricorrente in molte forme verbali e nominali anche translinguistiche.
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Evidenzia ricorrenti sequenze sublessicali (radici/prefissi come dest-, verd-, def-) trattate come n-grammi morfemici frequenti; sono spesso in posizione iniziale o subito dopo una maiuscola, attraversano famiglie lessicali, domini semantici e persino nomi propri/prestiti, indicando sensibilità a morfemi e pattern graf...
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Selezione guidata dalla radice morfologica comune “tend-/tens-” attraverso molteplici derivazioni e flessioni (verbi, aggettivi e sostantivi: tendere, tendente, tendine, tenda/tendone/tendina/tendopoli, tensori), indipendentemente dal contesto.
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Evidenziazione di verbi e derivati nel campo semantico del “visitare” con focus talvolta sulle desinenze morfologiche che marcano tempo, modo, persona e derivazione.
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Ricorrenza di frammenti sublessicali in posizione iniziale (prefissi/sillabe come mu-/Mu-, cu-/Cu-, tras-, stam-) usati come ancore morfologiche; in particolare tras- mostra alta produttività derivativa (‑loco, ‑formazione, ‑missione, ‑posizione, ‑crizione), mentre Mu-/Cu- ricorrono soprattutto in nomi propri e prestit...
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Lessico geografico-amministrativo che denomina luoghi e istituzioni, usato in costruzioni nominali con determinanti e complementi di specificazione (“di”), spesso capitalizzato quando parte di toponimi, in registro descrittivo-enciclopedico.
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Uso sistematico dell’apostrofo per l’elisione di articoli (determinativi e indeterminativi) e preposizioni articolate davanti a parole che iniziano per vocale, in varie locuzioni e contesti.
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Parole o frammenti di parole (appartenenti a categorie grammaticali diverse) che ricorrono in frasi relative alla sfera semantica dell'arte, delle opere d'ingegno e del creato (libri, film, brani musicali, edifici, strumenti, ecc.)
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Uso ricorrente della preposizione “sotto” , frequenti anche impieghi prefissati/tecnici (sottotribù, sottofamiglia, sottosistema) e la variante maiuscola a inizio frase.
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Le attivazioni evidenziano stringhe di caratteri (ammir-, memor-, matric-, sudd-) in specifiche aree semantche (es. titoli, atti/registrazioni amministrative, processi cognitivi).
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Nome proprio italiano “Giuseppe”.
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Uso ricorrente delle forme dell’ausiliare “avere” (ha, hanno, aveva, avrebbe, aver/avere, avesse/avevano) per costruire tempi composti e perifrasi (con participio passato o infinito), tipico di cronache giornalistiche/sportive in terza persona per riportare esiti e azioni concluse, particolarmente con una vittoria.
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Lessico riguardante toponimi, trasporti (autostrade, ferrovie, aeroporti) e amministrazione territoriale.
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Prevalgono parole funzionali e segni di punteggiatura (preposizioni semplici e articolate, congiunzioni, due punti, punti, a capo) per legare sintagmi, segnare relazioni e scandire titoli e citazioni; compaiono anche frammenti morfologici (suffissi verbali/derivativi) tipici dell’italiano formale.
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Espressioni che denotano intervalli temporali: uso della parola “periodo”, anche al plurale, o sinonimi come “tempo”/“epoca”
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Attivazione guidata dalla sequenza morfemica por/pon, riconosciuta come radice o sub-sequenza interna in verbi legati a porre/porsi, nelle loro flessioni e derivazioni, nonché in sostantivi, nomi propri e occorrenze omografe (inclusa la preposizione spagnola), a prescindere dalla posizione nella parola.
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Lessico dell’assistenza e del salvataggio in contesti di emergenza: soccorso/aiuto/salvataggio, servizi e strutture istituzionali (pronto soccorso, protezione civile, SAR), personale e interventi operativi, ambito sanitario (cure, mediche, feriti), parole o subtoken nel contesto di una frase relativa a un'emergenza san...
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Uso di articoli indeterminativi e quantificatori per introdurre eventi o intervalli non specifici, spesso in costruzioni temporali con “dopo”, frequentemente qualificati da aggettivi di durata (breve/veloce/lunga) a marcare sequenza e ritmo narrativo.
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Ricorrenza del morfema/prefisso iniziale "acc-" in molte parole, talvolta in altre lingue.
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Rilevamento di sequenze ortografiche interne alle parole, soprattutto del nesso consonantico “br” (in posizione iniziale o mediana, in lessico comune, tecnico e nomi propri), indipendentemente da significato o categoria; attivazioni minori per frammenti affini (“inc”, “atr”).
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Enfasi su parole funzionali italiane (articoli determinativi/indeterminativi e preposizioni semplici o articolate, anche con elisione) che introducono e collegano sintagmi nominali, marcando genere/numero e talvolta possesso o quantità, tipicamente poste immediatamente prima del sostantivo.
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Prefissi morfologici: “pre-” e varianti come “prev-”, insieme a “intra-”.
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Lessico con riferimenti temporali (date, giorno, anno, periodo, orari, cadenza) e campi organizzativi tipici di tabelle/infobox (titolo, lista, ordine, modalità, campo, zona, luoghi, nazioni), con enfasi su formulazioni ufficiali.
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Sequenze di caratteri e parole in ambito cinematografico: principalmente preposizioni semplici, parti di nomi propri e parole e parole intere (principalmente regia/regista).
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Evidenzia radici derivazionali del registro tecnico-scientifico e musicale che indicano processi di trasformazione (riduzione/intensificazione) o i relativi dispositivi, con varie suffissazioni e flessioni.
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Individuazione di radici sublessicali ricorrenti, spesso escludendo la prima lettera, anche in lingue diverse da quella italiana.
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Enfasi su pronomi relativi e clitici anaforici, spesso introdotti da preposizioni, che collegano un antecedente a subordinate o complementi esprimendo appartenenza, specificazione, localizzazione e valore partitivo.
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Frammenti sublessicali di nomi propri, toponimi e titoli (soprattutto anglofoni) dentro testo italiano/multilingue, con enfasi su segmenti capitalizzati, particelle funzionali inglesi e morfemi ricorrenti tipici di parole composte.
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Lessico centrato sulla parola “tensione” e derivati, impiegata in accezioni multiple (psicologica, sociale‑politica, narrativa, fisica/elettrica/meccanica), spesso in sintagmi nominali con specificatori tecnici o contestuali (di rottura, superficiale, politiche/sociali/interne). Ricorrono varianti morfologiche (singola...
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Uso sistematico della preposizione "di" per esprimere relazioni genitive/classificatorie tra nomi (tipo, appartenenza, materia, quantità/partitivo), spesso in locuzioni fisse e registro burocratico, con elisione in "d’" davanti a vocale.
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Riconoscimento della sequenza ortografica “cons/Cons” come prefisso o frammento iniziale di parola, indipendente dal significato, frequentemente in titoli e nomi istituzionali/tecnici, e in lingue diverse.
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Lessico di totalità/universalità: forme flesse e varianti di “tutto” (anche in composti ed elisioni) e l’equivalente “all” inglese, usate soprattutto per esprimere completezza, insieme o ricorrenza.
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Lemma “nota/note” , specialmente in intestazioni editoriali tipiche di pagine enciclopediche o avvisi.
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Ricorrenza del verbo “perdere” e sinonimi in molte flessioni e costruzioni per esprimere perdita, sconfitta, interruzione o diminuzione in contesti narrativi, sportivi e tecnici, sia in senso letterale sia figurato.
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Focalizzazione su sequenze ortografiche bir/bur/bor/ber (anche in maiuscolo), rilevate come prefissi o parti interne di parole, evidenziando un’attenzione a pattern ortografici.
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Ricorrenza di frammenti subparola (in particolare Har in nomi propri e radici come -render-/-prender-, oltre a brevi n-grammi), con enfasi sulla segmentazione all’inizio o all’interno di parole capitalizzate, nomi/titoli e verbi, più che sulle parole intere.
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Connettivi avversativi che introducono contrasto o concessione, tipicamente collocati dopo una pausa o all’inizio di periodo, spesso tra virgole e con variazione di maiuscole/minuscole.
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Evidenziazione ricorrente di “per/Per”: soprattutto come preposizione che introduce scopo, causa, mezzo, durata o quota e locuzioni fisse; talvolta come sequenza iniziale/interna in parole e nomi propri (anche con maiuscola o adiacente a punteggiatura).
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Sensibilità a frammenti sublessicali di parole eterogenee. Principalmente all'interno della parola "Fiumicino" e parole ortograficamente simili.
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Lessico dell'informatica/elettronica/trasporti: parole o parti di parole relative a questa sfera semantica
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Radici verbali di area latina legate alla verifica/certificazione e alle decisioni ufficiali e ai loro effetti (accert-, attest-, decret-, comport-), rilevate attraverso flessioni e derivazioni ricorrenti (participi, passati storici, nomi in -ore, aggettivi in -ativo), spesso in costruzioni passive/impersonali e in con...
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Riconoscimento di nomi propri, soprattutto maschili anglofoni/francesi, evidenziate anche quando compaiono come sottostringhe in parole più lunghe.
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Lessico del cambiamento e della discontinuità, con metafore di movimento/direzione (svolte, rotture, deviazioni, cambi di rotta, inizi, scelte) usate per marcare transizioni di fase.
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Ricorrenza del segmento “imper” (anche maiuscolo) rilevato a livello sublessicale all’inizio o all’interno di parole, con prevalenza di termini dell’ambito imperiale (imperatore/imperatrice/impero) ma esteso anche a lessico non imperiale (imperversare, impervia, imperfetto, imperativo, imperniare), incluse varianti fle...
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Schema lessicale centrato su “calcio” come dominio sportivo, con ampia produttività morfologica (derivati e composti) e frequente uso in strutture da voce enciclopedica (anni, nazionali, sezioni standard), incluse collocazioni tecniche e variazione di capitalizzazione nei titoli.
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Lessico che codifica nessi tra entità (rapporto, relazione, legame, correlazione, proporzione/proporzionalità), usato in contesti tecnico‑scientifici e sociali.
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Prosa enciclopedica/tecnica, forte presenza di elementi di formattazione (a capo, punteggiatura, spazi); descrive luoghi/infrastrutture e relative dotazioni/servizi con verbi come offrire/dotare/fornire.
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Attenzione rivolta a radici verbali e morfemi derivazionali ricorrenti, indipendenti dalle flessioni. Vengono privilegiati nuclei stabili (restitu-, acquis-, interag-, vert-, sort-).