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La direttrice indossava un completo bianco con giacchino aderente e pantaloni larghi. Un abbigliamento rigoroso e formale, ma privo di logo NASA o altri particolari che potessero ricordare una divisa. Anche Thorne, dal canto suo, indossava una divisa morbida color cachi, ben poco marziale e con il nodo della cravatta a... |
— Buongiorno dottoressa Vasquez, come sta? |
— Benissimo signor generale, grazie. È un piacere incontrarla. |
— Come vede non si tratta di un incontro vero e proprio, ma lei comprenderà che dovrò venire da voi a giorni per una riunione ufficiale... L’ho disturbata solo per aggiornarci un pochino... |
Vasquez annuì decisamente. Poi il Generale continuò senza indugio: |
— Come avrà notato le notizie grosse corrono più veloci della luce. Evidentemente la relatività generale per le notizie non vale... — ironizzò — È esattamente di questo che avrei piacere di parlare con lei. Immagino avrà visto anche lei il comunicato del SETI e tutto il resto! |
— Certamente. Da parte nostra non avevamo alcuna possibilità di evitarlo. Come lei ben sa, SETI è una agenzia completamente privata. — spiegò la direttrice con uno sguardo d'intesa — In passato come NASA avevamo una certa influenza su di loro, c’erano dei canali preferenziali, ma oggi... |
— Sì, lo so bene. Il SETI è inondato di soldi da quelle vecchie cariatidi della Silicon Valley. Ormai possiede molte strutture proprietarie, telescopi orbitali esclusivi, fondi per sviluppo software di intelligenza artificiale... — disse il Generale, mostrandole un sorriso stentato. |
Vasquez proseguì, con un atteggiamento serissimo. |
— Vorrei comunque rassicurarla sul fatto che da parte nostra sono certa che non siano filtrate informazioni riservate in alcun modo. Posso garantire personalmente per la lealtà dei miei collaboratori. |
— Sì, certamente. — la tranquillizzò il generale — La verità è che viviamo in un mondo complicato e interconnesso. C’erano stati movimenti notevoli nella sociosfera già prima del comunicato del SETI, ma questa roba ha dato il colpo di grazia: sembrano tutti impazziti. La questione è troppo succulenta, qualcosa doveva u... |
Thorne aveva pronunciato quella frase allargando leggermente le braccia, per mostrare un atteggiamento aperto e comprensivo. |
— Tuttavia, generale, le faccio notare che il comunicato è molto sobrio e stringato. Una cosa, in particolare, mi sembra assolutamente positiva: il SETI non cita minimamente la missione Cinese, non collega la sparizione della navicella all’onda radio captata. Questo è davvero apprezzabile, non crede? |
— Sì, sono d’accordo, tuttavia la frittata ormai è fatta. Ma veniamo al dunque: |
da parte vostra, in base ai dati ad oggi disponibili, a quali conclusioni siete giunti? |
Vasquez si mostrò ancora più decisa. La postura sicura e i movimenti naturali rivelavano la sua intenzione di non lasciare trasparire segni di soggezione. Avanzò leggermente, appoggiando il peso sulla gamba destra. Preso un bel respiro, scostò leggermente i capelli dal viso, e iniziò a illustrare i frutti del lavoro de... |
— Allora, punto primo: abbiamo ricontrollato dati e misure: la velocità comunicata dai Cinesi sembra corretta. Su questo ci sono pochi dubbi. Possiamo fornire calcoli e documentazione dettagliata se richiesto. Punto due: la sonda cinese non è più individuabile in alcun modo dai nostri sistemi. Al momento, con gli strum... |
Thorne sembrava tutto orecchi. Il suo sguardo corrucciato la autorizzava implicitamente a proseguire la sua esposizione senza attendere riscontri. |
— E adesso veniamo al punto tre, secondo me il più controverso: il segnale continuo e stabile a 432 cicli al secondo è reale e facilmente rilevabile. Fin troppo facilmente per un segnale a bassa frequenza. In base ai dati che abbiamo, che riteniamo assodati, abbiamo provato a fare delle ipotesi plausibili. Se ha piacer... |
— Bene, in seguito avrò piacere di parlare delle vostre ipotesi. Al momento però le vorrei chiedere una sua personale opinione su quello che sta succedendo sui social riguardo a questa faccenda dell'onda a 432 Hz. |
Thorne era intervenuto con educazione, ammiccando leggermente per cercare un’intesa. Evidentemente supponeva che l’interlocutrice sapesse leggere tra le righe della sua affermazione. Vasquez non si fece cogliere impreparata. |
— Certo, generale, lo abbiamo visto e ci abbiamo ragionato sopra. È un fenomeno di massa che non era difficile prevedere: andare a cercare negli archivi di quello che fino a qualche anno fa si chiamava «World Wide Web» oppure «Internet» è una cosa alla portata di tutti. Basta interrogare la propria Intelligenza Artific... |
— Trovando appunto quella massa di cavolate antiscientifiche! — la incalzò il generale. |
— Esattamente. — confermò lei. — Questa cosa della frequenza a 432 Hz è una faccenda vecchia, che all'epoca circolava in ambienti «alternativi». C’era anche un movimento che veniva definito «New Age» che diffondeva strane teorie non verificate di natura spiritualeggiante. |
— Bene, dottoressa, credo che ci siamo capiti. I social e gli aggregatori di notizie di massa possono tuffarsi nelle superstizioni dei vecchi tempi per fare like e audience quanto vogliono. Noi di certo non perderemo tempo a trastullarci con le leggende esoteriche del passato, ma sta di fatto che tutto questo sta contr... |
— Certamente, Generale, è davvero impressionante — gli confermò lei, facendo un chiaro cenno affermativo con la testa. Poi continuò a parlare, con un tono di voce più fievole. |
— Ah, mi perdoni: nella mia esposizione precedente ho dimenticato un punto di discreta rilevanza: si tratta del controllo sui possibili paradossi relativistici. Sarò breve: la velocità luce non è stata mai superata. E il tanto sbandierato picco a 98,9% è stato raggiunto per soli cinquantaquattro secondi. — spiegò Vasqu... |
Elena Vasquez era un fiume in piena. Thorne, rimanendo seduto sulla poltroncina di rete nera, si era sporto in avanti, irrigidendosi. I suoi occhi grigi osservavano l’immagine tremolante della dottoressa Vasquez con attenzione, il viso corrucciato in un'espressione greve. D'un tratto fece un gesto, interrompendola. |
— Vasquez, prima che lei mi esponga le vostre ipotesi, le dirò la mia: questa roba puzza di psyop Cinese. |
Il fatto che la loro sonda non sia più rilevabile non significa che sia andata perduta: potrebbero aver attivato una tecnologia stealth a noi sconosciuta per rendercela invisibile. |
Detto questo, incrociò le braccia sul petto, inspirando decisamente. Una pausa che sembrava studiata per rinforzare il concetto. Vasquez non osò interromperlo. Thorne riprese a parlare con voce sempre più alterata. |
— E poi, mi scusi, ma quel diamine di «suono» a 432 Hz che vuole che sia se non un segnale generato dalla sonda stessa? Mi pare plausibile che abbiano scelto proprio quella frequenza «misteriosa» sapendo che la gente sui social e i giornalisti sarebbero andati a cercare informazioni in merito, trovandone a tonnellate. ... |
Aveva usato un tono da arringa. Ma la sua veemenza non sembrava aver provocato particolari reazioni alla dottoressa Vasquez. Lei ribatté prontamente, usando un tono di voce basso ma assertivo. |
— Questa è stata una delle ipotesi sul nostro tavolo, generale. Tuttavia, durante il nostro brainstorming con aiuto di A.I., non siamo riusciti a chiudere il cerchio. Quale sarebbe il movente? Se la navicella è ancora lì, viva e vegeta, significa che ha raggiunto l’orbita. |
La convenienza cinese sarebbe festeggiare anche l’aggancio orbitale, oltre al record di velocità, non crede? Perché mai dovrebbero auto-boicottarsi, facendola sparire, offuscando il successo della loro stessa missione? Cosa gliene verrebbe in tasca? |
— A volte si decide di fare casino con il semplice obiettivo di fare casino, capisce? — la incalzò Thorne, ma in modo assai meno perentorio del solito. |
— Lei suppone che lo facciano per destabilizzare la sociosfera occidentale. Mi perdoni, ma l'ipotesi non ci convince. |
I monitoraggi dei trend ci dicono che anche i social network cinesi stanno impazzendo, come e forse più dei nostri. In questo delirio globale, i social cinesi sono in prima fila. La situazione pare stia sfuggendo di mano anche a loro, generale. |
Lui si mostrò comprensivo, facendo un cenno di assenso con il capo. Subito dopo proseguì, aggrottando decisamente la fronte. |
— Capisco, Vasquez, le sue obiezioni sono degne di nota. In ogni caso: qui al Pentagono crediamo che al momento ci siano troppe cose che non sappiamo. Anche per questo motivo, per il momento, noi continuiamo a ritenere l'ipotesi della psyop Cinese molto valida. Ma siamo pronti a cambiare idea in presenza di novità rile... |
Vasquez annuì. |
— Concordo sul fatto che servirebbero altri dati e altre prove. Un'altra ipotesi si basa sulla possibilità che nella zona dove è scomparsa la sonda sia presente un campo energetico di tipo ignoto. La sonda potrebbe essere intrappolata o dispersa all’interno di questo fenomeno cosmico non rilevabile. |
— E quanto alla frequenza misteriosa? Qualche ipotesi? — domandò Thorne. |
— La frequenza emessa potrebbe essere temporanea e causata dal disturbo, per esempio, causato dall'esplosione del reattore della sonda. Il fatto che la frequenza dell'onda sia a 432 Hz potrebbe essere una coincidenza casuale. |
Vasquez aveva concluso volgendo i palmi delle mani verso l’alto, come a lasciare intendere un grande «chissà!». Thorne evitò di ribattere. |
Si era mosso di nuovo sulla sedia; il viso era contratto in un’espressione di sforzo. Dopo aver scostato un poco la mano destra, riprese a parlare, tenendo gli occhi sul display integrato nel bracciolo. |
— Dottoressa, devo dire che questa conversazione mi è sembrata produttiva. Oggi non potevamo di certo giungere ad alcuna conclusione. Nel giro di poche ore le comunicherò il giorno e l’ora del mio arrivo a Merritt Island. Nel frattempo cerchiamo tutti di utilizzare le nostre risorse al massimo per scoprire qualcosa in ... |
— Serviranno altri dati. Il mio sogno sarebbe avere direttamente i dati dei sensori della sonda! — fece lei, ostentando un bel sorriso. |
— Non disperi, dottoressa! Sulla possibilità di ottenere nuovi dati darò disposizioni a chi di dovere. — annunciò il generale con sicurezza, serrando i pugni. — Gli strumenti al momento hanno fatto il possibile, credo che la palla debba passare a umani fidati che sanno come muoversi. Non lasceremo il mistero irrisolto.... |
— Benissimo, — rispose Vasquez — ci aggiorniamo quando vuole. Io resto a disposizione. Mi ha fatto molto piacere vederla, qui la aspettiamo tutti con ansia. A risentirci molto presto! |
— A presto dottoressa. Le invierò un messaggio dettagliato per l'organizzazione della prossima riunione. Per ora le auguro buona serata e buon lavoro. |
Dopo i saluti Thorne aveva chiuso la chiamata con un colpetto ben assestato sul pulsante rosso del piccolo display incastonato nel bracciolo. |
Alzandosi di scatto si diresse subito verso l’uscita. Era visibilmente elettrizzato dall'urgenza della situazione. |
All'improvviso tentennò. Si era reso conto di non aver chiesto alla dottoressa Vasquez se lei avesse interrogato anche quel John Evans, con il suo Prometheus. |
Scacciò subito il pensiero dalla mente: aveva appena deciso che, per il momento, delle diavolerie elettroniche ne aveva avuto abbastanza. L'intuito gli suggeriva che era giunto il momento dell’azione. |
#6. La libertà è figlia del coraggio |
文昌龙楼正宗清补凉 (Wénchāng Lónglóu Zhèngzōng Qīngbǔliáng) "Autentico Qīngbǔliáng di Longlou, Wenchang" - 18 Agosto 2049, ore 7:45 a.m. |
Motorini, motorini elettrici ovunque. Più che parcheggiati sembravano accatastati a caso, sulla strada, sul marciapiede, lungo il muro del locale, contro la parete che ospitava l'insegna scolorita. Il taxi aveva scaricato Lin Wei proprio davanti al qīngbǔliáng, dopo aver eseguito una manovra particolare per riuscire a ... |
L'aria umida del mattino era carica di odori. Il profumo di pane al vapore dominava su tutti gli altri: proveniva dalla torre di cestelli di bambù impilati che fumava come un vulcano in miniatura su un lato della porta d'ingresso spalancata. |
A Wei era capitato di notare quel locale molte volte durante il tragitto per andare al centro di controllo di Wenchang, ma non le era mai capitato di fermarsi. Di solito la mattina presto faceva una fugace colazione al chiosco automatico nel corridoio adiacente al suo reparto, prima di buttarsi a capofitto nel lavoro. |
L'invito di Xu «Hao ge» era per le otto. La sera prima le aveva mandato un simpatico messaggio animato, nel quale si presentava a lei con il suo cognome e nome per esteso, che nessuno usava mai per rivolgersi a lui. |
Cara Wei, come stai? Il qui presente tuo eterno amico Xu Ming, per l'occasione sotto forma di giovane panda umanoide, ha il piacere di invitarti a colazione in un baretto di Longlou che fa un qīngbǔliáng delizioso! Visto che il lavoro da fare alla base — non certo per nostra scelta — è piuttosto scarso, possiamo anche ... |
Lei si era sentita in dovere di accettare. Negli ultimi giorni stava dormendo pochissimo: le sue notti erano un’alternanza di brevi sonni agitati da sogni nitidi ma indecifrabili e di risvegli, durante i quali iniziava a passeggiare per casa. Spesso rimaneva alzata a lungo, facendo esercizi fisici, o guardando le luci ... |
Forse Xu «Hao ge» Ming l'aveva intuito? |
Quella mattina, dalle cinque in poi, era rimasta sveglia. Per ingannare il tempo, aveva dedicato più minuti del solito ai suoi esercizi, includendo anche una breve corsa nel parco del condominio. Dopo aver fatto una doccia calda, essersi vestita e aver sorseggiato e un tè allo zenzero, aveva guardato l'orologio, scopre... |
L'interno del piccolo locale era tutto un viavai. I clienti si muovevano trafelati, lanciando saluti ad alta voce, spesso seguiti da pesanti battute rivolte ad altri avventori o al proprietario, costantemente indaffarato dietro al bancone. |
Wei notò che tutti consumavano la loro colazione restando in movimento oppure appena appoggiati in posizione precaria sul bancone laterale o su un tavolino. |
Appena entrata aveva già avuto modo di sentire diversi «Gǔndàn ba!», vai a quel paese, pronunciati in modo chiaramente scherzoso. |
Mentre cercava un tavolo libero per sedersi ad aspettare, le venne da pensare che quell'atmosfera informale, brulicante di varia umanità, la stava elettrizzando. |
— Buongiorno Lin Wei! Mi stai aspettando da molto? Sono mortificato! |
Xu era appena entrato camminando a passo svelto, a testa alta, prima guardandosi intorno, poi facendo un cenno di saluto al proprietario, che aveva ricambiato con un largo sorriso. |
— Ci mancherebbe, sono arrivata in anticipo! Tu sei come al solito puntualissimo. Non sapevo bene come funzionasse questo bar, mi sono seduta qui. Va bene o preferisci se ci spostiamo? |
— Qui andrà benissimo, certo! — confermò lui, mentre prendeva posto sulla seggiola di plastica. — Scegliamo qualcosa di buono dal menù sulla parete? |
Mentre il sole iniziava a illuminare la vetrinetta frigo, piena di noci di cocco tagliate e dotate di cannuccia di bambù, Wei continuava ad osservare incantata l'ambiente circostante. Quel chiosco-bar-ritrovo mattutino aveva l'aria di un luogo sospeso nel tempo. Tutto contribuiva a creare l'impressione che fosse sempre... |
Il servizio era organizzato, o meglio, non organizzato, in maniera spartana: non c'erano camerieri, né umani, né automatizzati. L'unico addetto, oltre al proprietario che non si muoveva mai dalla postazione di lavoro, era un ragazzo giovanissimo, magro come un chiodo, che vagava senza sosta tra i tavoli per sparecchiar... |
Nel frattempo, nonostante tutto, era riuscita a dire a Xu quali ingredienti fare annegare nel suo latte di cocco. Lui si alzò con un movimento rapido ma naturale. Tornò al tavolo quasi immediatamente, portando le due ciotole di qīngbǔliáng preparate in tempo record dal taciturno e frenetico proprietario. |
I colori degli ingredienti freschi spiccavano sulla base bianca di latte di cocco come le pennellate spiccano sulla tela di un quadro appena iniziato. |
Lin Wei e Xu ne apprezzarono la bontà al primo assaggio. |
— È senza dubbio il migliore qīngbǔliáng di tutta l'isola, Wei, non potevi perdertelo... |
— Certo, è davvero delizioso... però devo confessarti che avere tutta questa gente intorno mi genera un po' di preoccupazione. |
Negli ultimi giorni sono stata ripresa in video che sono stati visti da milioni di persone. Spero proprio di non essere riconosciuta. |
Senza smettere di parlare, Wei aveva sfiorato il bracciale smart per scurire ancora un po' le lenti fotocromatiche degli occhiali da sole che indossava. Come ulteriore accorgimento per non destare attenzione aveva raccolto i capelli in una coda, cosa che non faceva praticamente mai. |
— Cara mia, non devi preoccuparti. Sei nel posto più sicuro e riservato del mondo. Qui tutti vedono tutti e nessuno guarda nessuno. |
Da queste parti si viene solo per mangiare qualcosa di fresco al volo e poi correre a lavorare. — le spiegò lui, sorridendo cordialmente. — Piuttosto, dimmi un po'... ho visto che stavi leggendo quando sono arrivato. Qualcosa di interessante? Ti va di parlarne o si tratta di una cosa privata? |
Wei tentennò prima di rispondere. La domanda di Xu l'aveva indotta a riflettere sulla definizione di «vita privata». Stava realizzando che non era sicura di possederne una. La cosa finì per provocarle un po' di ilarità. |
— Ah ah! Puoi tradurre «cosa privata» in una lingua a me conosciuta, caro Hao ge? Figuriamoci! Ovviamente stavo leggendo le notizie del giorno riguardanti le nostre faccende. Mi incuriosiscono le reazioni internazionali… |
Xu rise di gusto, poi la invitò a continuare fissandola con occhi accesi, che esprimevano curiosità. |
— Per esempio, ecco una cosa simpatica che ho trovato sul giornale francese «Le Monde». Leggi anche tu! — concluse Wei mentre porgeva il suo vecchio tablet al commensale. |
Xu rise ancora. Poi si passò una mano tra i capelli mentre con l'altra accettava il tablet. |
Infine cambiò espressione, aggrottando la fronte per concentrarsi nella lettura. |
L'editoriale |
La lezione di Nettuno |
Di Bernard Dubois, divulgatore scientifico e saggista |
Parigi, 18 Agosto 2049. |
C'è chi guarda alla sonda cinese che in un lampo ha raggiunto Nettuno come a un semplice trionfo di ingegneria. E c'è chi si sofferma sui dati, sulle frequenze, sui calcoli. Per noi Francesi, però, questa missione è qualcosa di più. È l'atto finale di una profezia, un ponte tra gli ideali della Rivoluzione e la vastità... |
Non è un caso che la sonda si sia spinta fino all'Anello Adams, il più esterno e misterioso tra gli anelli di Nettuno, e lì abbia deciso di perdersi, fondendosi con lui. |
Proprio in quell'orbita, come gemme sospese nel buio, ruotano gli archi di pulviscolo battezzati, anni fa, da un luminare dell'astrofisica francese, il visionario André Brahic. Egli, con un gesto poetico che unì la storia all'universo, li battezzò con i principi che hanno plasmato la nostra civiltà: Coraggio, Libertà, ... |
Oggi, i dati della sonda cinese ci confermano che questi nomi non sono solo un omaggio romantico. Sono un promemoria celeste. Non è affatto una coincidenza che l'arco Uguaglianza sia l'unico ad essersi meritato due nomi: Egalité 1 ed Egalité 2. |
Non è un capriccio, ma un simbolo potente. |
L'Uguaglianza è, infatti, la forza fondamentale che ci spingerà verso la grandezza futura. Se sapremo essere abbastanza Coraggiosi da osare l'ignoto, abbastanza Liberi da superare i nostri limiti, e soprattutto abbastanza Uguali da abbattere le barriere di nazionalità, lingua, cultura e religione, allora la Fraternità ... |
Subsets and Splits
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