Il maggior cliente Come trasformare un problema in un'opportunit Ciao, per sei anni l'azienda che ho fondato ha avuto un cliente che rappresentava da solo oltre il 50% del fatturato. Questo cliente assicurava all'azienda introiti ricorrenti mensili, met del nostro personale dedicato e una visibilit di progetto duratura. I rapporti tra le propriet erano consolidati, fino a far diventare la mia azienda il loro principale fornitore tecnologico e avere un contratto pressoch "blindato" con questo cliente. Come azienda informatica abbiamo maturato competenze tecnologiche verticali all'interno del settore del Gioco Lecito Pubblico che ci hanno permesso di diventare tra le poche aziende, ad esclusione dei Concessionari del Gioco, ad avere tali competenze in Italia. Questa importante stabilit finanziaria si portava dietro, per, non soltanto dei benefici. Rappresentando oltre 50% del nostro volume d'affari la nostra forza contrattuale nei loro confronti era nettamente inferiore. Inoltre, qualora l'azienda cliente avesse affrontato problemi economici, questo avrebbe di conseguenza portato anche noi ad averne. Insomma, la salute finanziaria della mia azienda stata per sei anni fortemente influenzata da un'altra azienda. A livello emotivo, dal punto di vista imprenditoriale, vivevo su di una bilancia perfettamente in equilibrio tra la stabilit finanziaria di un contratto "blindato" da un grande player con rapporti consolidati e la paura di perdere il cliente o che quest'ultimo affrontasse difficolt finanziarie. Nel limbo. A inizio del 2024, dopo che questo cliente stato acquisito da un'altra azienda leader di settore, in pochissimo tempo la mia azienda ha perso l'appalto. La nuova propriet ha deciso di internalizzare la maggior parte delle attivit tecnologiche del mio cliente. Il volume d'affari che la mia azienda generava da quel cliente diminuito del 90%, da un giorno all'altro. Sai come si chiama questo? Un bel problema. Meno fatturato mensile, dipendenti da dover allocare su altri progetti, tempo che scorreva. La mia pi grande paura a livello professionale si era avverata. Che cosa ho fatto? Mi sono ricordato che ogni problema un'opportunit. Qual era l'opportunit? Fare in modo che la mia azienda recuperasse il fatturato perso evitando per di dipendere da un solo cliente. Detto fatto. Nei primi sei mesi del 2024 i clienti principali della mia azienda sono aumentati di 5 unit. Da 17 del 2023 a 22 del 2024. Nel 2023 i primi tre principali clienti rappresentavano il 70% del fatturato dell'azienda. Nel 2024 rappresentano il 53%, dove il principale cliente "solo" il 23%. Siamo riusciti in sei mesi a recuperare buona parte del fatturato che abbiamo perso dal maggior cliente del 2023. Ci siamo quotati in Borsa e con la nuova direzione manageriale stiamo portando a casa risultati incoraggianti per continuare il processo di crescita aziendale. I principali risultati stanno entrando gi da ora, nel secondo semestre dell'anno. Oltre ai nuovi risultati, alle nuove prospettive e alle nuove opportunit, i problemi ci sono sempre, come normale che sia. Ora per ho smesso di stare nel limbo. La telefonata da 2 milioni di euro Oggi vi racconto una storia che mi successa ormai 2 anni fa. La mia azienda stava svolgendo una consulenza informatica per un importante cliente nel settore delle telecomunicazioni con sede a Milano. Alla fine della riunione con il Direttore, questo mi domand: un mio amico sta cercando degli sviluppatori su Bologna, potresti aiutarlo? Mi feci quindi lasciare i recapiti di questa persona, scoprendo poi essere un Manager di unimportante azienda ICT italiana. Quando lo contattai, mi diede i requisiti delle competenze di sviluppo e sistemistiche che stavano cercando e che la mia azienda avrebbe potuto erogare come consulenza. Purtroppo non avevamo personale con quelle competenze, molto specifiche. Mi misi allora a cercare personale su Bologna per svolgere questa attivit, purtroppo lesito non and a buon fine. Una volta terminate le ricerche, circa una settimana dopo, decisi di chiamare questo Manager dicendogli Purtroppo non abbiamo dipendenti con le competenze richieste e, dopo una settimana di ricerche sul mercato, non abbiamo trovato nessuno. Il Manager mi ringrazi per il lavoro svolto, nonostante non fossi riuscito ad aiutarlo. Dopo circa 2 mesi ricevetti una telefonata. Era il Direttore Commerciale di quellazienda, collega del Manager di Bologna. Pass qualche minuto a complimentarsi con me della mia azienda, invitandomi nei loro uffici di Roma per una presentazione. Allinizio mi risult tutto molto strano. Io non ero riuscito a dargli una mano e non mi capacitavo di quella telefonata. Il giorno della presentazione and molto bene e scoprimmo che le nostre realt potevano collaborare su diversi progetti. Da quel momento, e in breve tempo, iniziammo una collaborazione su tre progetti molto importanti e di lunga durata. Il fatturato che la mia azienda generer, considerando quanto gi fatturato e in previsione alla durata del progetto, superer i 2 milioni di euro. Con enormi possibilit dincremento del volume daffari. Visto il rapporto di collaborazione, decisi di chiedere al Direttore Commerciale il motivo della telefonata che mi fece. Rimasi molto colpito dalla sua risposta: Vedi Matteo, abbiamo molti fornitori. Spesso le nostre esigenze sono da risolvere in tempi rapidi, come successo su Bologna. La maggior parte dei fornitori a cui facciamo una richiesta ci risponde solo quando pu aiutarci. La tua telefonata, proprio perch aveva un esito negativo, ci ha dimostrato che hai letto la nostra richiesta, ci hai lavorato e ci hai informati. Quello ha dimostrato che sei una persona onesta e affidabile. Se non ci avessi chiamato, noi saremmo rimasti con la speranza che tu ci avresti potuto aiutare. In questo lavoro non servono le speranze, servono persone su cui contare per raggiungere i vari obiettivi. In quel momento ho capito che nel mondo lavoro, lonest, la fiducia e laffidabilit ripagano in contanti e vengono prima delleffettiva capacit professionale. E si, quella telefonata stata la pi remunerativa della mia vita. Quanto fattura una pizzeria? La parabola di Egomnia e la pizzeria Ciao, ricordo quando nel 2017, a 25 anni, con la mia azienda fatturavo 300.000 . Nelle sale cinematografiche proiettavano il film "The Startup - Accendi il tuo futuro" e la mia notoriet era al suo picco. I miei detrattori, oltre a criticare la mia trasparenza, scrivevano fattura come una pizzeria. A distanza di 6 anni, con tanto di Covid-19 di mezzo, facendo il loro gioco, come se ne avessi 8 di pizzerie. Nel 2023 i ricavi di Egomnia hanno infatti superato i 2,4 milioni di euro. Inoltre, a proposito di "poca trasparenza", a marzo di quest'anno mi sono quotato in Borsa, con un documento d'ammissione di 150 pagine e i bilanci revisionati legalmente. Eppure sapete cosa ho letto? Che qualcuno ancora ha avuto la faccia tosta di dire che fatturo come una pizzeria. Giuro! Ma allora mi domando: ma quanto fattura una pizzeria? Secondo ChatGPT una piccola pizzeria con un'ottima reputazione in un quartiere residenziale potrebbe fatturare tra 100.000 e 300.000 all'anno. Una pizzeria ben posizionata in una zona commerciale potrebbe fatturare tra 500.000 e 1.000.000 all'anno, o anche di pi se ha una forte presenza per asporto e consegna a domicilio. Le catene di pizzerie o i franchising possono fatturare milioni di euro all'anno, a seconda del numero di sedi e della loro diffusione. Ad esempio la catena di pizzerie americana Domino's Pizza fattura 4,3 miliardi di dollari. Quindi, probabilmente, anche se Egomnia arrivasse tra 20 anni a fatturare miliardi continuerebbero a dire la stessa cosa. Perch non c'entra niente la parabola della pizzeria con Egomnia, c'entra solo che ci saranno sempre detrattori. E se non avranno nulla a cui attaccarsi se la inventeranno. Per cui sai che ti dico? Va bene cos, la pizza buonissima! 11 anni e 296 giorni il tweet di Egomnia Ciao, 11 anni e 296 giorni. Ecco quanto ho aspettato dal 04 Giugno 2012. Quel giorno mi recai a Piazza degli Affari, scattai una foto e pubblicai il tweet: "quanto ci far aspettare Egomnia?" Al tempo ero uno studente universitario di Milano che aveva da poco lanciato la sua startup. Ero in quella piazza, da solo, e sognavo. Ed ho continuato a farlo per 11 anni e 296 giorni. Egomnia si quotata in Borsa nel segmento professionale dell'Euronext Growth Milan. Da quando nata la divisione di Borsa dedicata alle PMI (piccole medie imprese), quindici anni fa, oltre 300 aziende si sono quotate. Al tempo Borsa Italiana era controllata ancora dalla Borsa di Londra. Ad oggi, dopo alcuni delisting e acquisizioni, risultano quotate circa 200 societ. 200 aziende su oltre 211 mila PMI in Italia. Si quota un'azienda ogni 1.100. Egomnia ce l'ha fatta, il 26 marzo del 2024. Siamo stati la 3 IPO del 2024 su Euronext Growth Milan, 45 IPO dal 2020 e la 95 IPO dalla nascita di Euronext Growth Milan. 11 anni e 296 giorni per esaudire un sogno. 4.313 giorni. 103.512 ore. 6.210.720 minuti. 372.643.200 secondi. Mi sarebbe bastato smettere di crederci in uno di quei secondi per non riuscirci. Invece per ognuno di quei secondi io c'ho creduto. Non stato facile, nel prossimo contenuto vi dir le difficolt che ho dovuto affrontare per quotare l'azienda in Borsa. Per ora, spero di averti dato la carica nel credere nei tuoi sogni. Sei pronto anche tu a lavorare duro per 4.313 giorni? Come quotare la tua azienda in Borsa La mia esperienza Ciao, da Aprile 2022 ho iniziato il processo di quotazione in Borsa della mia societ. In particolare ho deciso di quotarmi all'Euronext Growth Milan, ovvero l'indice composto delle piccole e medie imprese italiane ad alto potenziale di crescita. I requisiti per quotarsi non sono particolarmente stringenti, eppure perch ci sono cos poche aziende italiane quotate? Dalla mia esperienza le barriere all'entrata sono diverse. Di seguito i primi passaggi che bisogna fare: 1) Consulenti: per prima cosa bisogna trovare dei consulenti in grado di assisterti alla quotazione. importante trovare consulenti che abbiano esperienza nel campo e un nome riconosciuto nell'ambiente. Io ne ho sei. Un NomAd (Nominated Advisor) che lo sponsor della tua quotazione, l'interfaccia con la Borsa e che supervisiona tutte le operazioni di Due Diligence, una societ di revisione, uno studio legale, una societ finanziaria, uno studio fiscale e uno studio per l'analisi del payroll. 2) Due Diligence: i consulenti svolgono un'accurata attivit di Due Diligence della tua societ, la redazione di documenti parte integrante del lavoro di quotazione. Per la mia societ sono stati redatti 26 GB di documenti, di questi la maggior parte stata redatta dall'azienda, questo comporta un enorme dispendio di tempo. Nel mio caso abbiamo impiegato un anno e mezzo per scriverli tutti. 3) Costi: i consulenti, ad eccezione della societ di revisione, richiedono di default un pagamento iniziale da garantire e una grande success fee. Solamente la somma da garantire ai consulenti supera complessivamente, nel mio caso, i 200 mila euro. 4) S.p.A.: l'azienda per quotarsi deve obbligatoriamente trasformarsi in Societ per Azioni, questo comporta un notevole aumento dei costi di gestione. Oltre a pagare i revisori per avere un bilancio revisionato legalmente a fine anno, bisogna pagare il Collegio Sindacale, tendenzialmente costituito da 3 sindaci che supervisionano ulteriormente l'operato dell'azienda. Il costo medio complessivo annuale per i sindaci di poco superiore ai 20 mila euro. Lo stress a cui si sottoposti molto alto, la mole di lavoro enorme e l'esborso economico proibitivo per aziende "piccole e medie". Infatti il costo (esclusa ovviamente la success fee) non molto differente dalle aziende grandi, per le quali l'investimento ha un impatto notevolmente inferiore. La mia azienda si trova all'inizio della fase conclusiva del processo di quotazione, sicuramente la Due Diligence e le revisioni legali hanno permesso alla societ di migliorare notevolmente la trasparenza e la qualit dei processi di gestione. Tuttavia il rischio imprenditoriale che si assume quando si inizia questo processo molto alto, considerando che nessuno ti assicura il risultato. Ad oggi ad esempio, dopo un investimento cos impattante, la mia societ ancora non quotata in Borsa. Chiss se alla fine di questo lungo percorso ce la far e se sia convenuto o meno. Vi tengo aggiornati. 10 anni dopo il Liceo Cosa faccio ora che non facevo al liceo Ciao, mentre scrivo questo articolo, compio 29 anni. Mi rendo conto che sono passati 10 anni esatti da quando ho finito il Liceo. Mi sono quindi immaginato il Matteo Achilli liceale, che durante il quinto anno stava iniziando a lavorare al progetto "Egomnia", e quanto fosse diverso dal Matteo Achilli di oggi. Voglio scriverti queste differenze affinch tu possa impiegare meno di 10 anni (ovvero quanto ci ho impiegato io) per fare tue abitudini utili al miglioramento della tua persona e che, nel mio caso, hanno portato a dei risultati. 1) Nel 2011 non leggevo il giornale tutti i giorni. Nel 2021 lo leggo tutti i giorni e approfondisco gli argomenti pi importanti. 2) Nel 2011 non mi formavo abbastanza e non approfondivo gli argomenti. Nel 2021 prima di muovere un dito, di impiegare un minuto o di spendere un euro mi informo e mi formo. 3) Nel 2011 ero presuntuoso e mi sopravvalutavo. Nel 2021 conosco i miei limiti, li ammetto e cerco di migliorarmi. 4) Nel 2011 volevo diventare qualcuno e creare ricchezza per me stesso. Nel 2021 voglio creare valore per la societ e voglio che quello che creo sia pi famoso di me. 5) Nel 2011 volevo una Maserati. Nel 2021 non voglio la macchina. 6) Nel 2011 ero pronto a sacrificare tutto per raggiungere l'obiettivo. Nel 2021 riconosco che ci sono cose pi importanti. 7) Nel 2011 volevo tutto e subito. Nel 2021 voglio fare le cose bene, impiegando il tempo necessario, costruendo mattoncino dopo mattoncino. 8) Nel 2011 non avevo consapevolezza del denaro. Nel 2021 ho consapevolezza del denaro. 9) Nel 2011 non delegavo. Nel 2021 delego. 10) Nel 2011 volevo essere migliore degli altri. Nel 2021 voglio avere intorno a me i migliori. 11) Nel 2011 volevo "prendere" dagli altri. Nel 2021 voglio "dare" a gli altri. 12) Nel 2011 mi vergognavo delle mie origini. Nel 2021 vado fiero delle mie origini. 13) Nel 2011 avevo obiettivi a breve termine. Nel 2021 ho obiettivi a breve, medio e lungo termine. 14) Nel 2011 non mi interessavo di crescita personale, finanza personale, vita sana. Nel 2021 mi interesso a tutte e tre le cose. 15) Nel 2011 facevo affidamento alla fortuna. Nel 2021 la fortuna me la devo creare da solo. Cosa invidio al Matteo Achilli di 19 anni? La sua determinazione, l'ambizione smisurata e l'entusiasmo di chi crede nei propri sogni. Purtroppo con il tempo queste tre cose vanno a diminuire, ecco perch combatto ogni giorno per mantenere parte di quel diciannovenne dentro di me. In questi dieci anni, il percorso che mi ha portato ad avere questi piccoli (ma significativi) cambiamenti, stato incredibile. Sei copertine, un libro, un film, 20 eventi internazionali in 10 Paesi, 7 Premi, centinaia di articoli di giornale, un'azienda da milioni di euro di fatturato e decine di dipendenti. Se avessi avuto la possibilit di leggere i contenuti del Progetto Talia io sono convinto che ci avrei impiegato meno anni. Non solo, avrei evitato tanti errori. Errori di comunicazione, errori di strategia e quanti soldi che ho buttato. A 22 anni gi mi ero comprato la Maserati che tanto desideravo, poi venduta per ripagare i debiti della societ. Sbagliare meraviglioso, perch non c' maestro migliore della vita. Per cui felice di averlo fatto. Ma tu che hai la possibilit di avere subito una forma mentis migliore di quella che avevo io, anche grazie a questi piccoli consigli, inizia o prosegui il tuo percorso come il Matteo Achilli del 2021, con l'energia e l'ambizione del Matteo Achilli del 2011. 7 Lezioni che ho imparato dal Nuoto e che mi sono servite nella vita Ciao, in questo contenuto provo a sintetizzare le lezioni che ho imparato in 7 anni di attivit agonistica di nuoto. 1) L'importanza del talento: Ognuno di noi ha un talento o pi talenti. Siamo per natura pi portati nello svolgere determinate attivit piuttosto che altre. importante scoprire i propri talenti, perch sono un fattore critico di successo. Puoi dedicare tanto tempo ad un'attivit che ti piace, ma se non hai talento non farai mai la differenza. Diversamente, concentrarsi su attivit per le quali siamo portati, permette di raccogliere importanti risultati. Il mio talento naturale era sufficiente per poter essere competitivo ad alti livelli giovanili, ma non era sufficiente per competere a livello assoluto. Quando l'ho capito ho smesso di nuotare a livello agonistico. 2) L'importanza dell'allenamento Il talento non basta. Bisogna allenarsi per essere pronti a livello fisico e mentale. L'allenamento permette di rafforzare i tuoi punti deboli, perfezionare le tue carte vincenti e ottenere il massimo rendimento permesso dal tuo corpo. Tralasciare l'allenamento significa, automaticamente, non poter raggiungere il risultato migliore che saresti in grado di ottenere. Io nell'ultima fase della mia carriera natatoria, avendo perso gli stimoli per allenarmi, ho visto nuotatori molto meno talentuosi di me battermi alle gare. 3) L'importanza degli obiettivi Il talento e l'allenamento non bastano, se manca la testa. La testa permette al talento e all'allenamento di funzionare. difficile entrare in vasca ogni giorno, spesso anche due volte al giorno, e nuotare per 7 km. Il tutto per 6 giorni alla settimana. Diventa impossibile se non si ha un obiettivo. L'obiettivo permette di motivarti ad alzarti dal divano per entrare in vasca a dare il massimo ogni giorno. Sposta l'attenzione dalle difficolt di quello che stai facendo alle opportunit che quello che stai facendo potr darti. Molti nuotatori smettono di essere competitivi dopo che vincono un oro alle Olimpiadi. Questo perch, avendo raggiunto l'obiettivo massimo raggiungibile, non riescono pi a motivarsi. Invece fondamentale porsi sempre obiettivi nuovi dopo che si raggiungono quelli predisposti in passato. 4) L'importanza dei valori Il talento, l'allenamento e la motivazione non bastano, se mancano i valori. I valori ti permettono di essere un vero campione. Uno sportivo con bassi valori pu inimicarsi gli altri compagni di squadra, l'allenatore o essere tentato dai vari vizi (soldi, alcol, fumo, divertimento, ecc...). Queste distrazioni allontanerebbero la serenit dalla sua mente, riempiendola di input negativi che possono allontanare il risultato. 5) L'importanza della fortuna Spesso anche il campione, nonostante il grande talento, il duro allenamento, la giusta motivazione e i giusti valori pu crollare. Una malattia, un infortunio, una partenza sbagliata, l'acqua che entra nell'occhialetto, la bolla d'aria che entra nel costume, avvenimenti esterni che condizionano, ecc... Insomma, non sempre il campione ottiene il massimo. La fortuna deve essere dalla sua parte. Purtroppo si dice che la fortuna sia una Dea bendata. Ecco perch bisogna sempre essere pronti a rialzarsi. 6) L'importanza della perseveranza Per diventare un campione bisogna macinare km, gareggiare centinaia di volte, essere pronti a rialzarsi da tante sconfitte, fare tanti sacrifici e mantenere sempre alta la motivazione nel tempo. Dal momento che si entra in acqua al momento in cui si vince un oro alle Olimpiadi possono passare 10, 15 o anche 20 anni. 7) L'importanza della sana competizione Vincere fa paura. Quando sei davanti senti la pressione, l'adrenalina, non hai punti di riferimento e hai tutto da perdere. Molte persone non vincono perch non sono emotivamente pronte a vincere. Tante volte ho messo la mano davanti a nuotatori pi veloci di me. Questo perch io non ho mai avuto paura di vincere e anzi, era una sensazione che cercavo sempre. Era una scarica di endorfine che mi creava dipendenza. Ho parlato del nuoto perch lo sport che ho praticato, ma queste lezioni possono essere applicate a ogni sport. Pensate al tennis ad esempio. I punteggi vengono assegnati in base al miglioramento che l'atleta ha fatto negli anni passati, ecco perch pi facile diventare il primo al mondo che rimanere primo al mondo per pi anni consecutivi. E sapete anche a cosa queste lezioni possono essere applicate? alla vita. Immaginate la vita professionale ad esempio. Lo sport una meravigliosa simulazione della vita. Ecco perch molte persone di successo sono state degli sportivi competitivi da giovani ed ecco perch nell'educazione anglosassone (High School e Universit) lo sport ha un peso cos importante. Nella mia carriera da giovane nuotatore sono stato per quattro anni consecutivi (13-16 anni) campione regionale del Lazio, nello stile libero e nel dorso, e ho vinto due medaglie ai campionati italiani giovanili di nuoto, un oro nei 1500 metri stile libero (Ragazzi 14 anni) e un bronzo nei 200 metri dorso (Ragazzi 15-16 anni). Come avviare la tua Startup I primi passaggi 241bdb06-9ada-44ea-a576-f242e399edb7.jpg Ciao, quante volte hai avuto un'idea che pensavi potesse avere successo, per non l'hai realizzata? Trasformare l'idea in realt molto complicato e richiede tanto impegno. Spesso vengo contattato su Instagram da ragazzi e ragazze che mi dicono: "Ciao Matteo, ho quest'idea, vorrei parlartene". Come potete immaginare, non posso ascoltare tutti e investire su ogni progetto. Per cui la mia risposta : "ce l'hai la documentazione?". A quel punto la maggior parte di loro mi risponde sempre la stessa cosa: "no". Volete avviare un progetto di startup facendo bene le cose? Preparate la seguente documentazione: 1. Analisi Funzionale: un documento di una decina di pagine che descrive le funzionalit di quello che volete realizzare. Non bisogna entrare nel tecnico, per cui un documento che pu facilmente scrivere chiunque. Ad esempio, se volete realizzare un'App, descrivete ogni sezione e funzionalit dell'App. 2. Analisi di Mercato: Quanto vale il mercato globale di riferimento? Quanto vale il mercato locale in cui andrete ad operare? Quali sono i trend di crescita di questo mercato? Quali sono le caratteristiche del mercato? Come sta cambiando il mercato? Questo documento deve rispondere a queste domande. 3. Analisi dei Competitor: In questo documento bisogna descrivere i principali competitor: che posizionamento hanno, qual il loro sito e la loro presenza social, che tipologia di modello di business hanno e come la tua startup si posiziona e si differenzia rispetto a loro. 4. High Level Design: tutte le componenti tecnologiche della Startup devono avere un relativo documento di High Level Design, ovvero un documento redatto da tecnici professionisti che spiegano la tecnologia che verr utilizzata (e il motivo della scelta), le tempistiche e l'effort di realizzazione con relativo prezzo (Es: il prezzo di realizzazione dell'App). 5. Business Case: Questo documento deve contenere l'ammontare e i dettagli di tutti i costi e di tutti i ricavi (almeno dei primi tre anni), con un approfondimento su come e quando andranno spesi i soldi e su come e quando si otterranno i ricavi (con un approfondimento sul Modello di Business). I ricavi saranno una stima ponderata, mentre i costi dovranno essere certi. 6. Team: Un documento in cui si presentano i componenti del team e il loro ruolo nella startup. 7. Presentazioni: Consiglio di realizzare 3 presentazioni che sintetizzino tutte le informazioni presenti nei documenti. Da una slide (one pager), da 5 slide e da 15 slide. 8. M.V.P.: il Minimum Viable Product non altro che il prototipo del prodotto/servizio che la vostra startup lancer sul mercato. "Matteo ma tutti questi documenti per avviare una Startup?" Si, quanto meno se vuoi fare le cose fatte bene e vuoi essere preso/a in considerazione dagli altri. Realizzare questa documentazione ti permette di: Rifinire l'idea; Acquisire maggiori competenze su: mercato, competitor e servizio/prodotto; Capire se il Progetto economicamente sostenibile; Capire quanti soldi ti servono. Qualora i soldi che servissero fossero al di sopra delle tue disponibilit dovrai trovare altri soggetti disposti a investire con te in questa iniziativa. A quel punto tutta la documentazione che avrai preparato permetter al soggetto di capire: Che davanti a lui c' una persona o un team preparato; In cosa sta investendo; Come verranno investiti i suoi soldi; Quanto valore si potr generare nel mercato e con quale ritorno. Tempo fa avevo realizzato questo video che spiegava brevemente questi concetti. Una "leggenda metropolitana" dice che 9 Startup su 10 falliscono entro 3 anni. La verit un po' diversa, ma non si allontana troppo, vi lascio a questo mini documentario sulle startup realizzato da Egomnia. Per cui importante iniziare con il passo giusto per aumentare i fattori critici di successo e sperare di superare i 3 anni di attivit. Quando nuotavo a livello agonistico l'allenatore mi diceva sempre "Se fai un buon tuffo hai gi fatto met della gara". La stessa cosa vale quando fai impresa.